Un bouquet nel panino. Vegan burger, la polpetta perfetta

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Non resisto davanti a un mazzo di fiori. Quando me ne offrono uno sorrido, faccio finta di arrossire, sbatto a ventaglio le ciglia e con falsa incredulità dico: – ohh… ma… è per me?? – annusandolo e portandomelo al petto. Ma se ogni fiore è segno d’amore, il cavolfiore è segno che tu sei un ortolano, giovanotto, e che io del tuo bouquet ne faccio polpette! (Gnigno beffardo e immagini cruente a seguire.)

vegan_burgerEcco cosa ne faccio io dei tuoi fiori! Zac zac zac zac!!!

cauliflower_snowAridaje con sto cavolfiore tagliuzzato, ma allora è una droga. Starete pensando.  Sissi è la risposta. E nonsi, non vi prometto di smettere, almeno fin quando sarà di stagione. Ma poi, ditemi una cosa, questa qui sotto vi sembra una buona ragione per uscire dal tunnel???

vegan_burgerA me no. Ah: La vegan mayo, la cui ricetta trovate qui, è fatta in casa. E anche il Ketchup. E anche il pan brioche. (Ma è possibile che devo fare tutto io, qui!!??) Sissi, vi darò queste due altre ricette. Nonsi, non gratis. Il costo sono spropositate manifestazioni di affetto virtuale su questo blog.  A vous de jouer.

vegan_burger_ingredientsQuesti qui sopra sono gli ingredienti di questa polpettina. No, quello non è formaggio grattuggiato. No, quelle non sono uova sbattute. No, quella non è carne tritata. Sì, quello è pangrattato, bravo. – Ma sei sicuuuraaa??

Sissi.

Ma andiamo per ordine. La farina di ceci. Cose che quando le scopri per caso ti senti tradito, e chiami la mamma e le racconti tutto e lei ti dà ragione. È davvero terribile che ti abbiano tenuta nascosta una cosa del genere per tutto questo tempo, figlia mia.

Chickpea is the new egg

O meglio, la conoscevo, la farina di ceci. Ma non ne conoscevo le straordinarie, trasformistiche potenzialità. Delle doti magiche dei ceci parleremo ampiamente in seguito, promesso, sempre alla tariffa di cui sopra.  Qui l’ho usata come legante delle mie polpettine piatte dette anche burgers, chefappiùfigo, che qui sotto vedete ritratte nell’atto di esibirsi in una sfrigolata N.1 in re maggiore, concerto per padella e e spatola – Allegro non è mai troppo assai.

vegan_burgerMa ora andiamo alla ricetta. Prima, però, vi beccate il sermone (volevo dire pip@#ne ma dice che non si può dire) sulle proprietà nutrizionali dei ceci.

I ceci fanno benissimo. Punto. Basta così perchè oggi è venerdì. E se stasera a cena vi viene voglia di hamburger, sappiate che questo qui è un’ottima soluzione, la più felice, direi. Mentre siete distratti ne approfitto e vi dico che, oltre ad essere un’eccezionale fonte di proteine vegetali, i ceci contengono acido folico, soprattutto se consumati da crudi e germogliati (la cottura ne abbassa il livello, ma l’abbinamento con i cereali integrali, per esempio sotto forma di panino di farro integrale, come in questo caso, ne ripristina la quantità). Uno dei meriti dell’acido folico è quello di tenere bassi i livelli ematici di omocisteina, un aminoacido che in dosi oltre la norma espone al rischio di insorgenza di eventi cardiovascolari quali ictus e infarto. Guardate ancora l’uccellino mentre vi racconto che i ceci contengono vitamine del gruppo B, che sono privi di glutine e che l’ammollo e la cottura con un pezzetto di alga kombu ne facilita la digestione. Finito, per oggi. E ora andatevi a divertire, che è venerdì.


VEGAN BURGER CON CAVOLFIORE, FUNGHI E FARINA DI CECI


vegan_burgerINGREDIENTI

Per circa 4 burgers:

-2 grossi funghi freschi tipo portobello o champingnon

-circa 1/2 kg di cime di cavolfiore

-salsa di soia

-2 spicchi d’aglio

-2 cucchiai di concentrato di pomodoro

-4 cucchiai di farina di ceci

-acqua q.b.

-olio extravergine di oliva

-sale integrale

-pepe

-rosmarino in polvere

-finocchietto selvatico in polvere

-menta secca o fresca

-prezzemolo secco o fresco

-4 cucchiai di granella di anacardi

-1 cucchiaino di lievito alimentare in scaglie

-pangrattato q.b.

PROCEDIMENTO

-Preparare una pastella mescolando la farina di ceci con una quantità di acqua necessaria a ottenere una pastella della consistenza simile a quella delle crepes. Salare, pepare, aggiungere uno dei due spicchi d’aglio tritato molto finemente e il rosmarino in polvere. Far riposare per almeno 20 minuti

-tritare molto finemente le cime del cavolfiore crudo nel robot tritatutto usando la lama ad esse. Si ottiene una sorta di “riso di cavolfiore”. Mettere da parte

-tritare, con lo stesso procedimento, i funghi freschi. Mettere da parte

-versare l’olio extra vergine di oliva in una padella antiaderente, schiacciare il secondo spicchio d’aglio, farlo rosolare brevemente, aggiungere i funghi tritati finemente, rosolare a fuoco vivo mescolando di continuo e, non appena i funghi saranno ben appassiti e avranno perso la loro acqua, toglierli dalla padella e metterli da parte in una ciotola capiente

-rosolare il “riso di cavolfiore” in padella esattamente come appena fatto con i funghi. Appena il cavolfiore sarà ben appassito, aggiungere i funghi, mescolare e, a fiamma vivace, sfumare con un cucchiaio di salsa di soia continuando a mescolare

-aggiungere alle verdure il concentrato di pomodoro, mescolare per facilitarne lo sciogliemento

-le verdure saranno pronte quando saranno ben amalgamate fra di loro e avranno assunto un bel colore marrone- rosso scuro. Trasferirle in una ciotola e farle raffreddare

-preparare il composto delle nostre polpette: alle verdure ormai fredde incorporiamo la granella di anacardi, le erbe, le spezie, il lievito alimentare in scaglie, mescolare. A questo punto dobbiamo usare le mani: dobbiamo dosare la quantità di pastella di farina di ceci e quella di pangrattato da aggiungere alle verdure per ottenere un composto “polpettabile”. Aggiungeteli poco alla volta tastando la consistenza del composto fra i palmi delle mani. Cercate di usare meno pangrattato possibile per evitare di coprire il sapore degli altri ingredienti

-prendere il composto di verdure fra le mani e plasmare le polpette o i burgers

-cuocere in padella, con un filo d’olio, da un lato e dall’altro, girando con una spatola.

Et voilà.

E voi? Come farcite il vostro veggie panino? Che salse usate? Che combinazioni di verdure amate? E soprattutto: vi piace questa ricetta? Parliamone! 🙂

Buon appetito e buon week end!

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Sushi vegano crudista con “riso” di cavolfiore

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Questo sushi blasfemo ha stupito anche me. E dire che io sono avvezza al sushi amodomio, vegano e con il riso per sushi integrale. Ma questa versione crudista è talmente furba da confinare con la diavoleria. Intanto permette un drastico taglio delle calorie (perchè la ciccia si vede anche se decidi di portare il kimono di seta rossa per tutta la vita) e in più fornisce un espediente per mangiare tanta verdura cruda in una veste esotica e golosa. Il sapore pronunciato del cavolfiore crudo è addolcito e mitigato dall’aceto di riso e il profumo dell’alga e quello del wasabi creano quell’effluvio inconfondibile che gli amanti del sushi conoscono bene. Pochi ingredienti, ma magici…

raw_sushi_vegan_ingredientsMa vogliamo parlare delle alghe?
Le alghe sono la mia risposta preferita alla classica domanda posta al vegano: “… e le proteeeeinee da dooove le preeeendiii???” 😀
Dopo questa risposta di solito chi ha fatto la domanda si gira e se ne va, ma se capita quello curioso o con un po’ di tempo da perdere allora posso sbizzarrirmi e parlare di Chorella, Spirulina,  Klamath, Nori… che sembrano i nomi delle fatine delle foreste incantate.

raw_sushi_veganE un po’ incantate le alghe lo sono, in effetti.
Prendiamo la nostra alga Nori, proprio quella che si utilizza per la realizzazione del sushi.
L’alga Nori è ricca di proteine vegetali facilmente digeribili e assimilabili ed è caratterizzata da un ampio spettro aminoacidico comprendente anche l’arginina, particolarmente utile per rafforzare il sistema immunitario. È ricca di acidi grassi polinsaturi Omega 3, di vitamine (A, C, niacina ed acido folico), di minerali, primo fra tutti il calcio, di oligoelementi essenziali come manganese, zinco, rame e selenio ed è, come tutte le alghe, molto ricca di iodio. Controverso e dibattuto il suo contenuto di vitamina B12, ma pare che, a differenza delle alghe azzure, come Spirulina e Klamath, la cui vitamina B12 non è biodisponibile, la vitamina B12 presente nell’alga Nori sia, almeno parzialmente, metabolicamente attiva.
Niente male, la nostra fatina.
Se poi la associamo al cavolfiore crudo la nostra ninfetta mette le ali. Certo, il signor Cavolfiore non è proprio glam, si sa. Usa un profumo che è un po’ il suo marchio, come quei signori attempati che portano la stessa colonia e fumano lo stesso tabacco per tutta la vita, quando in una stanza c’è lui, lo senti. E non è di certo un profumo che evoca mollezze libidinose, si sa… Diciamo che il signor Cavolfiore è un tipo morigerato. Fra lui e la ninfetta Nori si instaura un rapporto più che altro spirituale, loro si stimano moltissimo, ecco.

Le note di testa dell’eau de chou-fleur, piccanti e pungenti, sono date dagli isotiocianati, molecole solforate che giocano un ruolo chiave nell’eliminazione delle tossine. La cottura, soprattutto se prolungata, degrada queste molecole rendendone più labile l’efficacia, motivo per cui consumare il cavolfiore (e tutte le crucifere in generale) a crudo ne massimizza le doti nutrizionali. È inoltre ricchissimo di minerali come calcio e fosforo, di selenio, efficace nella riparazione del danno ossidativo, e di vitamina C, che gioca un ruolo chiave nell’assorbimento di ferro di cui lo stesso cavolfiore è discretamente fornito. Il sig. Cavolfiore è inoltre ricco sfondato di clorofilla, pigmento vegetale simile all’ emoglobina umana (che le vale l’appellativo di sangue vegetale) che ha proprietà antianemiche e cicatrizzanti massimizzate, aridaje, soprattutto dal suo consumo a crudo.

Le alghe e il riso di cavolfiore rappresentano la base del nostro sushi vegano crudista, io vi consiglio di creare di volta in volta ripieni a base di verdure crude di stagione. Io ho farcito il mio con cavolo rosso, carote, avocado e menta fresca del mio balcone (ultimo raccolto della stagione suppongo, visto che il mio davanzale è francese e qui sta per iniziare la stagione dello Yeti).
Un’attenzione particolare va dedicata a un ingrediente fondamentale di questo sushi perchè ne facilita moltissimo la preparazione: i semi di lino. Essi sono una miniera di acidi grassi polinsaturi Omega 3 (utili nella protezione dell’apparto cardiocircolatorio e nel trattamento dell’ipertensione e dell’osteoporosi), di manganese, fosforo, rame e magnesio e di vitamine del gruppo B.

I semi di lino vanno consumati preferibilmente in polvere, macinati in un macina caffè o frantumati in un mortaio ma solo immediatamente prima dell’utilizzo, oppure sotto forma di olio. L’olio di semi di lino, da acquistare esclusivamente se biologico ed estratto a freddo, va usato esclusivamente a freddo e va tenuto in frigorifero, i semi di lino sono infatti estremante sensibili alla luce e alle alte temperature. Nella preparazione di questo sushi i semi di lino in polvere miscelati all’acqua sostituiscono l’amido del riso svolgendone la funzione “collante”.


SUSHI VEGANO CRUDISTA CON “RISO” DI CAVOLFIORE


INGREDIENTI:

raw_sushi_veganPer circa 20 pezzi di sushi:
Per il riso di cavolfiore:
-1/2 kg di cime di cavolfiore crudo
-2 cucchiaini colmi di semi di lino in polvere miscelati con 6 cucchiaini di acqua.
-4 cucchiai di aceto di riso
-una presa di sale himalayano
Per il ripieno:
– wasabi
– menta fresca in foglie
– 1 avocado maturo
– cavolo rosso crudo a julienne
– carota cruda a julienne
– semi di sesamo
– fogli di alga nori

raw_vegan_sushiPROCEDIMENTO

– Tritare il cavolo rosso e la carota a juilenne
– tagliare l’avocado a fettine sottili
– tritare finemente le cime del cavolfiore nel robot tritatutto usando la lama a esse, oppure, in sua mancanza, grattuggiarle con una comune grattuggia per ottenere il “riso” di cavolfiore
– disporre il riso di cavolfiore in un colino dalle maglie strette e cospargere con il sale, mescolare con le mani e strizzare per favorire la fuoriscita dell’acqua di vegetazione del cavolfiore. Più il nostro riso di cavolfiore sarà “asciutto”, più sarà semplice confezionare il nostro sushi

– trasferire il riso di cavolfiore in una ciotola, incorporarvi la polvere di semi di lino miscelata all’acqua e l’aceto di riso, mescolare con cura
– adagiare sulla stuoietta di bambù un foglio di alga nori con la parte lucida rivolta verso l’esterno e orientata come nella foto sopra
– prendere una manciata di riso di cavolfiore, strizzarlo ulteriormente fra le mani in un recipiente pieno d’acqua (che vi servirà anche per sciacquarvi le mani fra un passagio e l’altro della preparazione) e disporlo delicamente sull’alga appiattendolo delicamente con i palmi delle mani, abbiate cura di lasciare libero un centimetro lungo il margine esterno dell’alga
– spalmare sul riso di cavolfiore una piccolissima quantità di wasabi con le dita o con un pennellino e disporre gli ingredienti del ripieno sul primo terzo dell’alga come mostrato nella foto
– utilizzando la stuoietta di bambù come supporto, arrotolare l’alga e il suo ripieno su se stessa, il tappetino serve da “stampo”, per ottenere un rotolo perfettamente cilindrico
– trasferite il rotolo su un tagliere e, usando un coltello ben affilato, tagliarlo a metà, diporre le due metà parallelamente l’una all’altra e tagliare in parallelo quattro sezioni trasversali per ottenere complessivamente otto pezzi di sushi

– cospargere con semi di sesamo e servire con salsa di soia e wasabi


E voi, amate il sushi? Vi piace prepararlo in casa? Avete delle tecniche o degli ingredienti segreti? E allora diteceli no?!?

 

 

 

 

 

Pavé di salmone con vellutata di pere al pepe rosa e carote speziate

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Gli ingredienti di questo piatto si sono dati appuntamento nella mia mente qualche giorno fa. Erano tutti vestiti di rosa.

pavè_salmone_vellutata_pera_pepe_rosa_crudo_altoO quasi.

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C’era voglia di appariscenza nell’aria, non si può negare… Le bacche di pepe rosso porpora, gli scalognetti dai brillanti riflessi ramati, la maliarda pera rosa shocking, il bel pezzo di salmone color se stesso e quelle strane carote così fiere di aver sbagliato la tinta dal parrucchiere.

carote_viola_sezioneChi fosse il leader del gruppo era evidente. “Che ci fate qui? – chiedo al Signor Pavè, intorno al quale gli altri personaggi cicalavano indistintamente – cos’è sto chiasso? Che volete?”

“Che ci cucini.”

“Ok – dico io – potevate dirlo subito. Prima però voglio delle foto di quelle carote.”

“Ok!” – Dice quella più spregiudicata cominciando a spogliarsi canticchiando.

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“Hai finito? Altrimenti ne ne ritorno in frigo… – dice ad un certo punto il Signor Pavè, un po’ spazientito.


PAVÈ  DI SALMONE CON VELLUTATA ALLA PERA E PEPE ROSA E CAROTE SPEZIATE


vegan_all_purpose_velouté3Anche se potrebbe sembrare il Signor Salmone il protagonista incontrastato della ricetta, il mio orgoglio è in realtà questa delicata e deliziosa salsa vellutata alla pera e pepe rosa il cui sapore e le cui caratteristiche nutrizionali sono esattamente quelle che cercavo. Cremosa, dolce e aromatica, speziata ma con garbo, acidula quel tanto che basta a sgrassare le ricche carni del salmone. Totalmente vegana e ultra versatile, è buonissima sia calda che fredda su carne pesce, verdure e scarpette! 😉

VELLUTATA ALLA PERA E PEPE ROSA


INGREDIENTI

Per quattro persone

-Una pera William sbucciata e frullata

-Il succo di un limone

-Un cucchiaio colmo di farina 00

-Tre cucchiai di olio extravergine d’oliva

-600 ml di latte di soia biologico

-Qualche grano di pepe rosa frantumato

-Sale rosa

PROCEDIMENTO

-Allungare la purea di pera con circa 100 ml di latte di soia freddo e con il succo di limone.
-In un pentolino scaldare leggermente i tre cucchiai di olio extravergine d’oliva
-A fuoco molto basso, aggiungere il cucchiaio di farina e mescolare immediatamente con un frustino lasciando imbiondire per qualche secondo
-Aggiungere i restanti 500 ml di latte di soia caldo ma non bollente continuando a mescolare per evitare la formazione di grumi, la salsa comincerà pian piano ad addensarsi, non smettere di mescolare e abbassare il fuoco una volta raggiunto il bollore
-Una volta raggiunta una consistenza cremosa, aggiungere la purea di pera allungata con il latte e il succo di limone e continuare a mescolare con il frustino per un altro minuto circa.
-Aggiungere il sale rosa himalayano e il pepe rosa frantumato e togliere dal fuoco.vegan_pear_pinkpepper_velouté_spoon

CAROTE SPEZIATE


Per quattro persone

INGREDIENTI

-6-8 Carote, le mie erano viola, arancioni e bianche

-Olio extravergine d’oliva

-Mezzo bicchiere di aceto di mele

-Quattro scalogni

-Uno spicchio d’aglio schiacciato

-Sale himalayano

-Pepe rosa

-Cumino

-Coriandolo

PROCEDIMENTO

-Sbucciare e tagliare le carote a dadini, versare in un wok dell’olio extravergine d’oliva, aggiungere lo spicchio d’aglio schiacciato e far imbiondire leggermente

-Aggiungere lo scalogno tritato finemente e lasciar appassire a fuoco dolce

-Aumentare la fiamma, aggiungere la dadolata di carote, far rosolare a fiamma vivace per qualche minuto mescolando e aggiungere il sale.

-Abbassare la fiamma e lasciar cuocere a fuoco medio-basso mescolando di tanto, coprendo coun un coperchio ma lasciando uno spiffero in modo che il vapore non spappoli le verdure che devono rimanere sode e consistenti

-A fine cottura, dopo circa 40 minuti, aumentare la fiamma e aggiungere l’aceto di mele, far sfumare continuando a mescolare.

-Aggiustare di sale, aggiungere le spezie e servire.

PAVÈ  DI SALMONE


INGREDIENTI

Per quattro persone

-4 Pavè di salmone

-Sale himalayano

-Aneto fresco e qualche bacca di pepe rosa per decorare

PROCEDIMENTO

-Scaldare leggermente una padella antiaderente abbastanza grande e adagiare i pavè di salmone lasciando cuocere da un lato, a fuoco medio-basso per circa 3-4minuti

-Quando sarà leggermente imbiondito da un lato, con una spatola girare delicatamente il pesce cercando di non romperlo, salare e cuocere dall’altro lato per altri 3-4 minuti, girare con la spatola delicatamente e salare anche l’altro lato

-Le due superfici del pavè saranno dorate ma l’interno sarà probabilmente ancora crudo, dunque coprire con un coperchio lasciando uno spiffero, abbassare la fiamma e cuocere qualche altro minuto.

COMPOSIZIONE DEL PIATTO

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Servire il pavè di salmone con le carote speziate, la salsa vellutata alla pera, qualche bacca di pepe rosa e una fogliolina di aneto fresco.

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E ora la biologa nutrizionista che è in me prende il sopravvento, posa il frustino e la macchina fotografica e si mette a blaterare di cose serie. Non ci crederete, ma questo piatto così godurioso per la vista e per il palato, in cui le carni succulente e delicate del salmone si sposano con la salsa e con la consistenza dolce e acidula delle verdure in una armonia non solo cromatica, ma anche di texture e di sapore, è bilanciato, leggero e salutare grazie soprattutto alla presenza dei grassi polinsaturi Omega 3 del salmone utili nel controllo dei livelli di colesterolo “buono” nel sangue. Motivo questo per cui ho pensato ad una salsa di accompagnamento interamente vegetale e quindi ricca a sua volta di acidi grassi insaturi. Sarebbe bastata una bella cucchiaiata di panna o di besciamella al burro e latte vaccino (con il loro carico di acidi grassi saturi) a vanificare tutte le eccezionali proprietà nutrizionale del nostro Signor Pavè. Il latte di soia è privo di colesterolo e ricco di aminoacidi essenziali che una volta assorbiti si prendono cura delle nostre arterie ripulendole dal colesterolo “cattivo”. E come se non fosse già abbastanza ci si mettono pure le carote, con i loro antiossidanti e la loro abbondanza di fibre a svolgere un’azione protettiva nei confronti del sistema cordiovascolare.

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pavè_salmone_vellutata_pera_pepe_rosa2Noi abbiamo accompagnato il piatto con un buon bicchiere di Riesling renano ben fresco, tanto comune da queste parti.

Vi lascio con la copertina autunnale del blog, ispirata all’autunno e alla rinascita… Questo ginkgo si trova nel giardino botanico di Metz…

fall_is_regeneration_ginkgo_autunno2Alla prossima!

😉