Sushi vegano crudista con “riso” di cavolfiore

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Questo sushi blasfemo ha stupito anche me. E dire che io sono avvezza al sushi amodomio, vegano e con il riso per sushi integrale. Ma questa versione crudista è talmente furba da confinare con la diavoleria. Intanto permette un drastico taglio delle calorie (perchè la ciccia si vede anche se decidi di portare il kimono di seta rossa per tutta la vita) e in più fornisce un espediente per mangiare tanta verdura cruda in una veste esotica e golosa. Il sapore pronunciato del cavolfiore crudo è addolcito e mitigato dall’aceto di riso e il profumo dell’alga e quello del wasabi creano quell’effluvio inconfondibile che gli amanti del sushi conoscono bene. Pochi ingredienti, ma magici…

raw_sushi_vegan_ingredientsMa vogliamo parlare delle alghe?
Le alghe sono la mia risposta preferita alla classica domanda posta al vegano: “… e le proteeeeinee da dooove le preeeendiii???” 😀
Dopo questa risposta di solito chi ha fatto la domanda si gira e se ne va, ma se capita quello curioso o con un po’ di tempo da perdere allora posso sbizzarrirmi e parlare di Chorella, Spirulina,  Klamath, Nori… che sembrano i nomi delle fatine delle foreste incantate.

raw_sushi_veganE un po’ incantate le alghe lo sono, in effetti.
Prendiamo la nostra alga Nori, proprio quella che si utilizza per la realizzazione del sushi.
L’alga Nori è ricca di proteine vegetali facilmente digeribili e assimilabili ed è caratterizzata da un ampio spettro aminoacidico comprendente anche l’arginina, particolarmente utile per rafforzare il sistema immunitario. È ricca di acidi grassi polinsaturi Omega 3, di vitamine (A, C, niacina ed acido folico), di minerali, primo fra tutti il calcio, di oligoelementi essenziali come manganese, zinco, rame e selenio ed è, come tutte le alghe, molto ricca di iodio. Controverso e dibattuto il suo contenuto di vitamina B12, ma pare che, a differenza delle alghe azzure, come Spirulina e Klamath, la cui vitamina B12 non è biodisponibile, la vitamina B12 presente nell’alga Nori sia, almeno parzialmente, metabolicamente attiva.
Niente male, la nostra fatina.
Se poi la associamo al cavolfiore crudo la nostra ninfetta mette le ali. Certo, il signor Cavolfiore non è proprio glam, si sa. Usa un profumo che è un po’ il suo marchio, come quei signori attempati che portano la stessa colonia e fumano lo stesso tabacco per tutta la vita, quando in una stanza c’è lui, lo senti. E non è di certo un profumo che evoca mollezze libidinose, si sa… Diciamo che il signor Cavolfiore è un tipo morigerato. Fra lui e la ninfetta Nori si instaura un rapporto più che altro spirituale, loro si stimano moltissimo, ecco.

Le note di testa dell’eau de chou-fleur, piccanti e pungenti, sono date dagli isotiocianati, molecole solforate che giocano un ruolo chiave nell’eliminazione delle tossine. La cottura, soprattutto se prolungata, degrada queste molecole rendendone più labile l’efficacia, motivo per cui consumare il cavolfiore (e tutte le crucifere in generale) a crudo ne massimizza le doti nutrizionali. È inoltre ricchissimo di minerali come calcio e fosforo, di selenio, efficace nella riparazione del danno ossidativo, e di vitamina C, che gioca un ruolo chiave nell’assorbimento di ferro di cui lo stesso cavolfiore è discretamente fornito. Il sig. Cavolfiore è inoltre ricco sfondato di clorofilla, pigmento vegetale simile all’ emoglobina umana (che le vale l’appellativo di sangue vegetale) che ha proprietà antianemiche e cicatrizzanti massimizzate, aridaje, soprattutto dal suo consumo a crudo.

Le alghe e il riso di cavolfiore rappresentano la base del nostro sushi vegano crudista, io vi consiglio di creare di volta in volta ripieni a base di verdure crude di stagione. Io ho farcito il mio con cavolo rosso, carote, avocado e menta fresca del mio balcone (ultimo raccolto della stagione suppongo, visto che il mio davanzale è francese e qui sta per iniziare la stagione dello Yeti).
Un’attenzione particolare va dedicata a un ingrediente fondamentale di questo sushi perchè ne facilita moltissimo la preparazione: i semi di lino. Essi sono una miniera di acidi grassi polinsaturi Omega 3 (utili nella protezione dell’apparto cardiocircolatorio e nel trattamento dell’ipertensione e dell’osteoporosi), di manganese, fosforo, rame e magnesio e di vitamine del gruppo B.

I semi di lino vanno consumati preferibilmente in polvere, macinati in un macina caffè o frantumati in un mortaio ma solo immediatamente prima dell’utilizzo, oppure sotto forma di olio. L’olio di semi di lino, da acquistare esclusivamente se biologico ed estratto a freddo, va usato esclusivamente a freddo e va tenuto in frigorifero, i semi di lino sono infatti estremante sensibili alla luce e alle alte temperature. Nella preparazione di questo sushi i semi di lino in polvere miscelati all’acqua sostituiscono l’amido del riso svolgendone la funzione “collante”.


SUSHI VEGANO CRUDISTA CON “RISO” DI CAVOLFIORE


INGREDIENTI:

raw_sushi_veganPer circa 20 pezzi di sushi:
Per il riso di cavolfiore:
-1/2 kg di cime di cavolfiore crudo
-2 cucchiaini colmi di semi di lino in polvere miscelati con 6 cucchiaini di acqua.
-4 cucchiai di aceto di riso
-una presa di sale himalayano
Per il ripieno:
– wasabi
– menta fresca in foglie
– 1 avocado maturo
– cavolo rosso crudo a julienne
– carota cruda a julienne
– semi di sesamo
– fogli di alga nori

raw_vegan_sushiPROCEDIMENTO

– Tritare il cavolo rosso e la carota a juilenne
– tagliare l’avocado a fettine sottili
– tritare finemente le cime del cavolfiore nel robot tritatutto usando la lama a esse, oppure, in sua mancanza, grattuggiarle con una comune grattuggia per ottenere il “riso” di cavolfiore
– disporre il riso di cavolfiore in un colino dalle maglie strette e cospargere con il sale, mescolare con le mani e strizzare per favorire la fuoriscita dell’acqua di vegetazione del cavolfiore. Più il nostro riso di cavolfiore sarà “asciutto”, più sarà semplice confezionare il nostro sushi

– trasferire il riso di cavolfiore in una ciotola, incorporarvi la polvere di semi di lino miscelata all’acqua e l’aceto di riso, mescolare con cura
– adagiare sulla stuoietta di bambù un foglio di alga nori con la parte lucida rivolta verso l’esterno e orientata come nella foto sopra
– prendere una manciata di riso di cavolfiore, strizzarlo ulteriormente fra le mani in un recipiente pieno d’acqua (che vi servirà anche per sciacquarvi le mani fra un passagio e l’altro della preparazione) e disporlo delicamente sull’alga appiattendolo delicamente con i palmi delle mani, abbiate cura di lasciare libero un centimetro lungo il margine esterno dell’alga
– spalmare sul riso di cavolfiore una piccolissima quantità di wasabi con le dita o con un pennellino e disporre gli ingredienti del ripieno sul primo terzo dell’alga come mostrato nella foto
– utilizzando la stuoietta di bambù come supporto, arrotolare l’alga e il suo ripieno su se stessa, il tappetino serve da “stampo”, per ottenere un rotolo perfettamente cilindrico
– trasferite il rotolo su un tagliere e, usando un coltello ben affilato, tagliarlo a metà, diporre le due metà parallelamente l’una all’altra e tagliare in parallelo quattro sezioni trasversali per ottenere complessivamente otto pezzi di sushi

– cospargere con semi di sesamo e servire con salsa di soia e wasabi


E voi, amate il sushi? Vi piace prepararlo in casa? Avete delle tecniche o degli ingredienti segreti? E allora diteceli no?!?

 

 

 

 

 

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